Ambiente Animali 

Dal Gaslini alla storia di Joy: a San Rocco premia ai cani che aiutano, proteggono e perfino fanno scattare un allarme salvavita

Alla cerimonia del Premio Fedeltà del Cane spazio alla labrador che ha spinto la proprietaria a sottoporsi ad accertamenti e ai cinque cani del progetto “Gimme Five!” attivo nei reparti pediatrici genovesi

Non soltanto fedeltà, ma presenza, intuizione e capacità di entrare nella vita delle persone nei momenti più difficili. È questo il filo che unisce alcune delle storie protagoniste del Premio internazionale Fedeltà del Cane, celebrato a San Rocco di Camogli.

Tra i riconoscimenti più significativi c’è quello assegnato a Joy, una labrador di due anni. Per giorni aveva continuato a soffermarsi con insistenza su una precisa parte del corpo della sua proprietaria, Barbara. Un comportamento anomalo che alla fine ha spinto la donna a rivolgersi ai medici. Gli accertamenti successivi hanno portato alla scoperta di un tumore al pancreas.

A Joy è stato attribuito il premio “Primus inter pares”, diventando il simbolo di una relazione che, in questo caso, ha avuto conseguenze decisive. La vicenda ha avuto anche un seguito durante il percorso di cura di Barbara. Nell’Azienda sanitaria trevigiana è stato infatti sviluppato il progetto sperimentale “Compagnia che cura”, pensato per permettere, quando le condizioni lo consentono, la presenza degli animali domestici accanto ai pazienti oncologici durante alcune fasi della terapia. Anche Barbara ha potuto avere Joy vicino durante una seduta di chemioterapia.

Il Premio di San Rocco guarda però quest’anno anche direttamente a Genova e all’Istituto Giannina Gaslini. Un riconoscimento speciale è stato assegnato al progetto “Gimme Five! – Qua la zampa”, nato per portare nei reparti pediatrici attività assistite con animali appositamente preparati.

Le protagoniste sono Cloè, Eevee, Google, Happy e Lana, golden retriever e jack russell terrier che, insieme ai loro conduttori e agli operatori specializzati, incontrano i bambini ricoverati. Il progetto è promosso dalla Fondazione Il Porto dei piccoli ed è ormai una presenza stabile all’interno dell’ospedale pediatrico genovese.

L’esperienza è iniziata nel 2016 e nel tempo è cresciuta fino a coinvolgere numerosi reparti durante tutto l’anno. Gli incontri non hanno una funzione puramente ricreativa: vengono organizzati come veri interventi assistiti con gli animali, all’interno di un lavoro condiviso tra gli operatori della Fondazione e il personale sanitario.

Per un bambino costretto a trascorrere giornate o settimane tra visite, esami e terapie, la comparsa di un cane può modificare radicalmente il clima di una stanza. Una carezza, un gioco, il semplice contatto o la possibilità di concentrarsi per qualche minuto su qualcosa che non sia una procedura sanitaria diventano strumenti per alleggerire tensione e paura.

Proprio questa continuità ha trasformato “Gimme Five!” in uno dei progetti più riconoscibili tra quelli dedicati al benessere dei piccoli pazienti del Gaslini. Le attività vengono adattate alle condizioni dei bambini e agli obiettivi indicati dagli specialisti, con modalità diverse a seconda del reparto e delle esigenze cliniche.

Anche nei periodi in cui l’accesso degli animali all’ospedale era diventato più difficile, il progetto non era stato completamente interrotto. Erano state sperimentate modalità a distanza per mantenere il legame costruito con i bambini e non perdere quella componente di normalità che, durante un ricovero, può assumere un valore particolare.

La cerimonia di San Rocco raccoglie ogni anno storie molto differenti tra loro. Accanto agli animali che hanno segnalato un pericolo o soccorso qualcuno trovano spazio i cani impegnati nella sicurezza, nell’assistenza, nella ricerca e nei percorsi terapeutici.

Il riconoscimento affonda le proprie radici in una tradizione iniziata nei primi anni Sessanta e legata alla storia di Pucci, cane diventato una presenza familiare nel borgo e noto per accompagnare quotidianamente i bambini del paese. Da quella vicenda nacque l’idea di dedicare una manifestazione al rapporto tra persone e animali.

A più di sessant’anni di distanza, il significato del Premio si è allargato. Oggi non racconta soltanto gesti eccezionali, ma anche quella capacità silenziosa dei cani di cogliere un disagio, creare un legame o semplicemente rendere meno pesante una giornata difficile. Joy e i cinque cani del progetto del Gaslini ne sono due esempi molto diversi, ma accomunati dallo stesso elemento: riuscire a essere presenti proprio quando quella presenza conta di più.

La diretta dalle 15:30 a questo link


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